Stefano Todeschi

Mi chiamo Stefano Todeschi, ho 46 anni e da più di venti mi occupo di teatro.

Sono regista e conduttore di laboratori teatrali e corsi di teatro, che preferisco chiamare laboratori espressivi. Di fatto nel mio lavoro utilizzo tecniche e attività teatrali, ma vorrei fosse chiaro che lo scopo dei miei laboratori non è fare teatro, ma usare il teatro per il piacere e la consapevolezza della persona.

Come attore mi sono formato sul teatro classico di parola presso l’Accademia Campogalliani di Mantova, sul mime corporel con Ivan Bacciocchi, Natalie Stadelmann e Yves Marc a Parigi, sulla commedia dell’arte con Antonio Fava a Reggio Emilia, sul clown con Rita Pelusio e André Casaca. La mia attuale formazione verte sulla improvvisazione grazie al teatro danza, su cui ho studiato con Iris Heitzinger, Guido Tuveri e Maria Martinez. Penso che la formazione debba essere senza sosta, soprattutto perché con la pratica teatrale io ci lavoro. Fra gli altri formatori ho incontrato Manfredi Perego, Gisela Fantacuzzi, José G. Campos, Lea Cirianni, Roberto Mazzini, Massimiliano Filoni.

Attualmente collaboro come performer con il progetto Parola Bianca di Francesca Krnjak: un teatro corporeo, coreografico e visuale in stretto dialogo con il pubblico. (vedi)

Sono dottore in Scienze dell’Educazione e dei Processi Formativi. La formazione che ho conseguito è pedagogica, filosofica e sociologica, e mi ha strutturato verso un approccio al lavoro rigoroso, scientifico e orientato alla ricerca. Sono educatore professionale e lavoro principalmente con gli adolescenti sia che abbiano difficoltà scolastiche sia che abbiano difficoltà psico-sociali. Con loro mi occupo di ricerca del metodo di studio. Ho messo a punto specifici laboratori sul piacere dell'esposizione orale a scuola. Lavorare con gli adolescenti permette di aprire lo sguardo anche sugli adulti: ognuno di noi proviene anche da quel fondamentale e potente periodo della vita e ne è stato fortemente modellato. Sono stato maestro nella scuola primaria, un'esperienza che mi ha fatto capire che i bimbi e le bimbe sono prima di tutto persone e da questo inizia la loro dignità.

Ho una formazione nel Teatro dell’Oppresso di Boal con la Cooperativa Giolli di Parma (vedi), con la quale collaboro tutt'ora. Questo mi ha introdotto alle tecniche del confronto, della discussione e dell’ascolto imparziale con sospensione del giudizio.

Ho svolto servizio di volontariato presso il Carcere di Reggio Emilia nell’ambito del laboratorio di teatro condotto dalla Cooperativa Giolli di Parma. Un’esperienza umanamente formativa che mi ha fortemente orientato all’ascolto dei miei corsisti, evitando l’imposizione nei loro confronti.

Progettazione e conduzione sono il risultato di una ricerca continua. Ricerca sugli strumenti espressivi, ricerca sulla valutazione degli effetti dei laboratori. Ricerca di strumenti e attività efficaci da un punto di vista scientifico. Con un orizzonte ben preciso: la persona e la sua consapevolezza.

 

 

foto: Max Laurenzi

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